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Scelgo Renzi alle primarie. La sua una proposta importante per l’Italia e per il Sud

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Dal Salento. Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il Governatore di Puglia Michele Emiliano e naturalmente lui, Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dimessosi a seguito della sconfitta al Referendum Costituzionale. Sono in tre a concorrere alla carica di Segretario del Partito Democratico che si svolgeranno il prossimo 30 aprile.

Abbiamo sentito Cosimo Durante, Capo Segreteria del Sottosegretario ai Trasporti del Basso De Caro, ex Sindaco di Leveranto e importante esponente a livello provinciale dei democratici che sostiene Renzi e spiega la sua scelta.

Durante, perché la scelta di sostenere Matteo Renzi?

Perché la politica, a mio avviso, è fatta di scelte, di scelte giuste e responsabili, siamo profondamente immersi in un tempo difficile e quella che Renzi propone all’Italia è una speranza importante che è necessario comprendere per il ben di tutti. La scelta non può essere divisione, ma deve essere la soluzione migliore.

La convince il modello di partito che Renzi ha immaginato?
Il nostro è un grande partito, l’unico rimasto, probabilmente l’ultimo. Il partito di oggi non è quello di ieri, si è rinnovato e si è proiettato verso sfide complicate ma fondamentali. Un partito come il nostro ha il dovere di pensare il futuro e di realizzarlo, siamo qui per confermare la fiducia di coloro che credono che la democrazia sia alla base di tutto e che attraverso di essa si possa continuare a costruire l’Italia.
Il nostro partito deve dare protagonismo a tutti, specie alle donne, così come ha fatto Matteo Renzi, perché una società che si evolve verso le sue cose migliori è una buona società. E poi occorre pensare accuratamente a come gestire la coincidenza tra premier e segretario del partito. L’esperienza di questi ultimi anni può aiutarci.

Quali priorità, al di là degli slogan politici…
Chi lavora lo fa progettando, non lo fa certo adoperando slogan. Il PD di Renzi punta ad interpretare i bisogni dei cittadini, che devono sentirsi orgogliosi di essere italiani e convinti, oltre che sicuri, di essere cittadini europei, ma devono allo stesso tempo poter amare le loro città e riconoscersi in esse.
Innanzitutto dobbiamo mettere al centro la persona e rafforzare il modello di welfare per dare sostegno e non per risarcire. Tutti hanno gli stessi diritti, ma chi è povero ha più bisogno. Su questo poggia l’impalcatura del programma di Governo: lavoro, sfida democratica, cambiamento tecnologico. Il lavoro resta la priorità, ma è anche la condizione essenziale per dare slancio al futuro della famiglie e alla nascita e alla crescita degli individui. Non si fanno figli se non si ha la certezza di poterli allevare degnamente e responsabilmente, un partito che parla di questo è un partito del futuro, ecco perché bisogna fare di più sul fronte delle politiche per l’occupazione femminile e colmare un ritardo tutto nostro, che ci vede agli ultimi posti in Europa. L’Italia non può permettersi sprechi di risorse e lo spreco più grave è quello di non avere le donne adeguatamente coinvolte nel mercato del lavoro. Io partirei dal protagonismo femminile.

Il PD si ricorda del Sud?
Renzi su questo è stato chiaro. Le azioni per la crescita dell’Italia devono tenere in eguale considerazione le eccellenze di alcune aree del Paese e la debolezza o le potenzialità di altre. Tra i temi fondanti ci sono il turismo e l’agricoltura, ma anche il sostegno delle esportazioni del made in Italy, il tutto coniugato con la cultura e la bellezza del patrimonio architettonico delle nostre città.
Come ho già detto in passato, l’Italia dovrà viaggiare ad una sola velocità, e questa è la più importante delle priorità.

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