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E adesso la prima mossa di un politica di coerenza

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Alla politica manca qualcosa, qualcosa che dobbiamo trovare o, per meglio dire, ritrovare. Alla politica , nazionale e locale manca la capacità di veduta lunga, manca l’umiltà di approfondire da dove derivano le fratture sociali che spesso diventano alimento essenziale per i partiti, quelle fenditure che identificano i blocchi sociali e che ci aiutano a percepire quali possono essere le nuove saldature che a loro volta generano consenso elettorale.
Sembrano passati secoli dalle adunate oceaniche per i comizi di piazza, dalle riunioni affollate nelle sedi di partito dei paesi, dalle campagne elettorali fatte di valori. La condanna unanime della gente, impietosa e neutrale, travolge tutto quello che resta oggi, giudica e scredita una politica che agli occhi di alcuni sembra essere sorda e cieca portandoci quasi a pensare che pesano sulle nostre coscienze i gravi errori di tanti di noi quando abbiamo inseguito l’ordinaria amministrazione rischiando di perdere di vista i sogni e le aspirazioni della democrazia, una democrazia matura, forse addirittura vecchia, che perde l’entusiasmo e la freschezza della gioventù, in un tempo di crisi che assomiglia piuttosto alla fine di un’epoca.

Potremmo parlare di stanchezza di una democrazia fortemente in affanno dove gli ideali risultano essere appannati se non anestetizzati da comportamenti dovuti a dinamiche spesso tortuose, portando ad una conseguente condizione sociale molto emotiva e quindi instabile.

Il declino dell’economia, per ovvie ragioni, coincide con il declino della politica e allora dobbiamo tornare indietro molto indietro, tornare alle visioni progettuali, ai programmi di cooperazione, alle aggregazioni ideali, ancora prima di quelle sociali, dobbiamo ripensare una visione e non una gestione.

 E’ un dovere generale, ma particolare per il Pd che vive una stagione che alcuni definiscono controversa e che non deve più accontentarsi del non aver perso, ma deve credere sempre più nel forte e radicato convincimento che al becero populismo si risponde con l’agire quotidiano fatto da impegno e passione autentica a favore dell’interesse generale delle nostre Comunità e dall’essere coerentemente corretti rispetto ad una visione che diventa missione per il Paese .

Dopo anni di grande crisi, di apprensione sociale il tutto sta cambiando compreso il nostro stile di vita, per certi versi fortemente mutato andando addirittura a ridefinire i nostri scopi di tipo personale. Ed il modo di partecipare alla vita politica sta cambiando ed il caso Lecce è un bell’esempio dove, con Carlo Salvemini, ritornando all’ascolto della gente, ritornando nelle piazze facendo proprie le preoccupazioni del cittadino e sposandole si fa si che le buone e belle “visioni” possono veramente diventare e ritornare prassi di buona politica.

Se si vuole ritrovare il qualcosa che manca, non si deve cercare il capro espiatorio, né sacrificare l’innocente sull’altare della nostra sete di vendetta o di rivalsa, si deve fare tutt’altro. Si deve riprogettare una storia e una squadra, si deve riorganizzare una classe dirigente, puntando sugli esempi migliori di buon governo come lo è stato negli ultimi tre anni con Renzi prima e Gentiloni ora, e sulle professionalità eccellenti presenti nell’ambito del Partito Democratico e di quelle altre forze che si riconoscono nel Centrosinistra Riformista, facendo quello che i nostri avversari non fanno, facendo politica e non esercitando il potere che impila i voti uno sull’altro. Voti che una volta impilati vanno mantenuti sempre con maggiore potere per evitare di cadere rovinosamente come una torre malferma.

Abbiamo il dovere di ripartire ed in politica significa ripartire dai Comuni, dai Paesi, dai piccoli centri, dai rioni, dalle case, dove facevamo quello che ci ha portati in più di qualche stagione a dare sviluppo e crescita ai nostri territori ed al Paese tutto.

Si riparte da qui. Dalla prima mossa che è quella della Coerenza rispetto alle scelte ed all’appartenenza e dall’ascolto quotidiano che significa condivisione dell’agire politico.

Cosimo Durante

Componente Direzione Prov.le PD

Pubblicato oggi su la Gazzetta del Mezzogiorno 

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