Notizie

La Città del libro rilanci un Salento “Mediterraneo”

Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

La Città del libro è una rassegna nazionale degli autori ed editori finanziata dalla Città di Campi Salentina, dall’Unione dei Comuni del Nord Salento, dalla Regione Puglia e dai privati che ogni anno scommettono su questa iniziativa, si regge sul lavoro meticoloso e professionale dei “volontari della Cultura” che dedicano parte del loro tempo a realizzare una rassegna che fa incontrare le giovani generazioni, le scolaresche in particolare, con il Libro in una modalità esperienziale e spesso innovativa.

Questa premessa è necessaria per descrivere il contesto “provinciale” in cui certi progetti sono portati avanti, con tanti sacrifici e con poca considerazione, visto che poi i riconoscimenti nazionali vanno a città che nella loro tradizione non hanno certo la promozione del libro e della lettura, ma che potrebbero essere meritorie di altri riconoscimenti in altri settori culturali. Ora apprendo che, con iniziative spot e senza una base progettuale e/o culturale, alcuni addetti ai lavori propongono Bari come Città del Libro, come se la cultura possa avere un richiamo ed un impatto maggiore se una manifestazione si realizza in una città metropolitana, anziché nell’estrema periferia del Salento.

Ha ragione Matteo Renzi nel suo intervento leccese di qualche giorno fa, a dire che noi la dobbiamo smettere di considerarci l’estrema periferia d’Europa, noi dobbiamo divenire il centro culturale ed economico del Mezzogiorno. E’ da questa considerazione che ogni ragionamento deve partire: dalla centralità del Salento, in un contesto di emergenza sociale che oggi il Mediterraneo vive, ma che in futuro potrà trasformarsi in opportunità e far sì che il Salento diventi il centro del sud del mondo, creando ponti tra le culture di tutte quelle nazioni che circondano il Tacco d’Italia.

In effetti, la progettualità della Città del Libro di Campi Salentina ha puntato, in questi anni, alla valorizzazione delle diverse culture mediterranee, basterebbe ricordare l’dizione 2016 “Mediterraneo, l’audacia dell’incontro”, dove con l’ICISMI di Lecce abbiamo programmato un’edizione con confronti serrati e autori provenienti dalla vicina Africa o dall’Albania che ci hanno fatto conoscere l’Altro che è al di là del mare percependolo come una “risorsa”: o l’edizione 2017 quella che dal 23 al 26 Novembre vedrà il centro storico di Campi Salentina protagonista come la piazza del Sud del mondo, con un titolo evocativo, “nel nome di Abramo” e che avrà come ospite d’onore Tahar Ben Jelloun, scrittore marocchino tra gli intellettuali più influenti nel mondo arabo.

Tutto questo non basta, ne siamo consapevoli, ma allora è arrivato il momento di costruire un percorso virtuoso insieme, tutte le Istituzioni del territorio devono collaborare per costruire un progetto che non sia solo di Campi Salentina, o che veda Lecce insignita del titolo di Città del Libro 2017, ma che veda l’intero Salento coinvolto nella promozione del libro e della lettura e nello stesso tempo nella valorizzazione del suo prezioso territorio e della sua storia che vale da sola uno “Strega”.

La vicenda di Bari Città del Libro per certi versi ricorda quella del Salone del Libro di Torino che per oltre un ventennio ha ricoperto il ruolo principe nella promozione dei nuovi prodotti editoriali in Italia e poi con un colpo di spugna qualcuno ha pensato di sostituirla con Milano, ottenendo però il misero risultato di aver creato un doppione, che tra l’altro non ha ottenuto i risultati sperati, ma ha prodotto la consapevolezza in tutti gli addetti ai lavori che Torino sia il luogo ideale per promuovere libro, lettura e cultura.

Sono convinto che per realizzare una rassegna del genere in un settore come quello della lettura, che come fa notare lo stesso Atremo, è in grande crisi soprattutto in Puglia, non bastano i proclami ma ci vogliono le idee, i progetti, i finanziamenti e soprattutto una storia alle spalle che deve essere valorizzata e non accantonata in favore di scelte esteticamente più attrattive.

Il Salento di Vittorio Bodini, ma anche di Tito Schipa, di Carmelo Bene, o quello di Edoardo Winspeare, di Mario Perrotta, di Alessandro Valenti e di tanti altri contemporanei è vivo e pronto per questa sfida, dobbiamo connetterci e andare avanti insieme, dobbiamo, come amava dire Carmelo Bene essere “un Ulivo sradicato che cammina”…per incontrare l’Altro.

 

Cosimo Durante

Presidente della Fondazione Città del Libro

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *